Confronto tra gli operatori della musica live durante il secondo giorno del Keep On Fest

La presentazione di Linecheck (che si terrà a Milano dal 18 al 24 novembre) ha dato il via alla seconda giornata del Keep On festival. Si preannuncia un’edizione grandiosa per il festival che si terrà a Milano, con Seun Kuti (figlio di Fela Kuti), Giorgio Poi, il canadese Hubert Lenoir, definito dagli organizzatori “il nuovo Bob Dylan”, e tanti altri artisti che spesso esulano dalle solite provenienze geografiche filo-inglesi e americane. “Siamo aperti alle cose più eterogenee. Si va dall’hip hop al punk. Ce n’è per tutti i gusti”. É previsto anche un panel heavy a cui parteciperanno il manager dei Mayhem e rappresentanti di Wacken e Frontiers. 

Nell’ultimo panel del mattino dedicato a “Il brand delle venue” Andrea Pontiroli ha indicato assenza di fretta e studio continuo quali ingredienti del successo di Santeria nella gestione del rapporto col brand. É poi intervenuto il responsabile di Progetto Alibi, spiegando l’internazionalizzazione del loro locale, differenziando la proposta rispetto alle classiche realtà di provincia (in questo caso foggiana). Parlando di possibili brand partner sponsor ha detto: “Creiamo credibilità e vicinanza personale con le realtà che ci interessano, cercando di mantenere una coerenza, rifiutando anche offerte che sarebbero vantaggiose nell’immediato”. 

Dopo il pranzo Aldo Macchi di Keep On ha moderato l’incontro su “Scagli il primo live chi é senza peccato”. Roberto Sburlati ha spiegato la sua condizione, principalmente come booker ed in seconda battuta come direttore artistico del Diavolo Rosso di Asti. Tutti sono parsi concordi sul l’importanza di: “Dare un valore economico ad un evento. Ma in Italia, per cambiare la mentalità della gratuità, ci vuole tempo. E bisogna ricordare che il nostro é un lavoro, e come tale va pagato. Ci vuole un codice etico”. Macchi ha rinforzato il concetto adducendo che “la rete si deve riconoscere, e i singoli soggetti dovrebbero considerarsi tra loro colleghi”. Questo non significa fare favori, ha dichiarato Paolo Mei, bensì lavorare assieme. Alessandro Formenti, event manager Doc Servizi, ha detto: “Le agenzie di Booking sono importanti, ma devono ricordarsi che il loro é pur sempre un servizio, e che quindi i protagonisti non sono loro bensì gli artisti, che portano cultura”. 

“Il nostro non é solo un compito di controllo. É fondamentale che voi utilizzatori vi applichiate ai nostri servizi digitali con maggior enfasi”. Le parole sono di un funzionario SIAE che ha presentato il Pop, Portale Operatori Professionali durante il pomeriggio di venerdì 13 settembre. “Siamo tutti parte di una filiera che produce lavoro”, ha spiegato il direttore della filiale di Roma, spalleggiato da due colleghi, “é anche possibile avere sconti, agevolazioni. Ad esempio le venue che organizzano oltre 8 date mensili possono ottenere il 5% di sgravio sul diritto d’autore”. Tra le facilitazioni c’è Mio Borderò, che permette la compilazione online del documento con cui si riconosce e distribuisce il diritto d’autore. Un ragazzo del pubblico ha però lamentato con i funzionari Siae una serie di problematiche effettive, soprattutto relativamente alla difficolta di far compilare agli artisti il Mio Borderò. Inoltre “In 23 anni di attività non ho mai avuto un rimborso da SIAE”, ha testimoniato il patron de I Candelai di Catania. Poi, su stimolo di Aldo Macchi, i funzionari hanno parlato di un’innovazione di sviluppo entusiasmante, chiamata Mercoledì Live, che permetterebbe la digitalizzazione del processo, dal permesso alla fattura in sette click. “Con Franceschini, sensibile agli incentivi alla produzione di eventi emergenti, penso possa essere riproposta questa iniziativa”, si é poi aggiunto. L’approccio dei rappresentanti Siae all’incontro è stato molto gradito da parte di tutti soggetti che hanno partecipato, come testimoniato da numerosi applausi.

“Come cambia il decreto palchi” é il nome del penultimo evento. Durante l’incontro sono state sviscerate una serie di criticità con esempi pratici. Come quello sul 1 maggio di Taranto che, con progetto avallato, Avrebbe subito dei cambiamenti all’ultimo momento a causa di una solerzia essere eccessiva da parte dei preposti al controllo, come narrato dall’organizzatore. Fabio Fila di STEA e Doc Servizi é intervenuto nel dibattito sottolineando che “stiamo cercando di non interessare il professionista all’ultimo momento, ma in fase di progettazione. Con Doc stiamo facendo un progetto di studio sugli sprechi nell’organizzazione di un evento. Se sei un live club devi avere determinate caratteristiche di gestione. Alla base c’è una certa progettazione dello spazio. Gli incidenti mortali avvenuti gli ultimi anni sono dovuti alla sottrazione di materiale per preservare la capienza degli spazi”.

Il sorprendente live de La Scala Shepard nella demo area

Ottimo il finale musicale della due giorni romana. Alle proposte cantautorali e profonde dei primi due ospiti, Marilisa Ungaro e Carocci, ha fatto da contraltare la proposta dei Mannaggia al cardinale, la cui esibizione è stata letteralmente stupefacente. I ragazzi, vicini alla pubblicazione del disco, riescono a unire senza cedimenti una capacità strumentale davvero notevole con un altrettanto grande senso dell’umorismo. Se non ci fossero delle differenze comunque importanti, si potrebbero indicare come i nuovi Elio e le storie tese. Il pubblico gli ha seguiti con attenzione. Da segnalare infine una bella esibizione pomeridiana dei La Scala Shepard, che hanno molti punti di contatto con i ministri ma come energia totalmente rinnovata.

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