Diodato e i suoi fratelli: dalla KeepOn Live Parade a Sanremo.

Diodato vince la settantesima edizione del Festival di Sanremo. L’edizione dell’amicizia, delle polemiche, del passo indietro, di Bugo se ne è andato e non ritorna più, di Junior Cally e la sua maschera (che non porta sul palco), di Achille Lauro e i suoi messaggi gender fluid. Di etichette a questo Sanremo ne sono state date tante, ed è giusto aggiungerne un’altra: il Sanremo dei Live Club e Festival.

Perché fin dalla prima esibizione di Diodato, l’impressione che ho avuto è stata quella di un artista che conferma una volta di più la sua classe e il suo spessore artistico, attirando l’attenzione della critica. “Il premio della critica è suo, ma per la classifica finale gli manca qualcosa”, ho pensato. Non c’era la scimmia nuda di Gabbani, e nemmeno la nonna dello Stato Sociale. Non c’era spettacolo, c’era la sua musica e il suo spessore cantautorale. In più la Ringo Starr dei Pinguini Tattici Nucleari aveva quel ritornello così forte e un titolo perfetto per l’Eurovision. 

Ma poco sarebbe cambiato, l’idea di aver individuato i primi cinque posti della classifica, anche se in ordine sbagliato, non è un vanto, piuttosto il segnale che l’ambiente che vivo quotidianamente e i professionisti con cui mi confronto costantemente, all’interno dell’universo KeepOn LIVE, è un bel metro di giudizio per individuare la musica che più arriva al pubblico. E se Diodato rappresenta proprio la ciliegina su questa torta, questa analisi non può che uscirne rinforzata prendendo come esempio anche l’edizione passata. Quella di Mahmood, con la sua Soldi. Un successo ovviamente contestato dalla forte polemica di Ultimo, arrivato dietro di lui, ma incredibilmente meritato e che lo ha portato a sfiorare il bis proprio all’Eurovision, dove si è classificato secondo. L’Europa è la sua dimensione ma non può passare in secondo piano il tour immediatamente successivo alla sua vittoria: Ohibò di Milano, The Cage di Livorno, Demodè Club di Modugno, Locomotiv Club di Bologna, Hall di Padova, il Collisioni Festival di Barolo. Tutte realtà che fanno parte di quella categoria che KeepOn LIVE rappresenta. 

Quest’anno questa dimensione si è allargata ulteriormente: perché di Diodato si è parlato, ma non si deve dimenticare l’importanza che i Live Club, e la KeepOn LIVE PARADE, hanno avuto sulla carriera dei Pinguini Tattici Nucleari, Rancore, Levante, Irene Grandi (che nei club farà il suo tour post Sanremo) e degli stessi Eugenio in Via di Gioia, in grado di vincere il premio Mia Martini, nonostante l’eliminazione alla prima edizione. Ma anche per artisti che quest’anno sono andati come ospiti nella serata dei duetti: La Rappresentante di Lista, Viito, Maria Antonietta. Non solo Live Club, però. Perché proprio il vincitore di Sanremo ha con KeepOn LIVE un collegamento molto forte. Sono stati numerosissimi i post ricchi di orgoglio in questi giorni dei direttori artistici e gestori di Live Club e Festival che, negli anni, hanno dato fiducia al cantautore aostano. Gli stessi che lo avevano portato in vetta alla KeepOn LIVE PARADE del 2017, un traguardo che gli era valso il premio di un tour europeo organizzato dalla nostra Associazione di Categoria. Digione, Parigi, Bruxelles, Amsterdam, Colonia, le città raggiunte con quell’ “Adesso tour” che portava il titolo della canzone presentata proprio a Sanremo, insieme a Roy Paci nel 2018. Forse allora la classifica non era pronta per la vetta affidata alla nuova scena italiana. La presenza, negli anni, di artisti come Marlene Kuntz, Afterhours, Stato Sociale e via dicendo, era più un tentativo di dare un tono all’elenco di artisti in gara. Uno strizzare l’occhio alla musica alternativa per dimostrare che anche Sanremo è al passo coi tempi. Ora, però, sembra che si stia invertendo la rotta. E se anche artisti come Pinguini Tattici Nucleari e Eugenio in Via di Gioia vengono inspiegabilmente divisi in due categorie differenti, il dado è tratto. Ancora una volta torna forte e chiaro uno slogan che non può più passare in sordina: dalle cantine al successo dei palazzetti c’è una tappa intermedia: quella dei Live club. 

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